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"SEDARA" tra storia e letteratura

Avendo iniziato dalla Sardegna il nostro tour
insieme agli enonauti che si sono aggiunti lungo
il viaggio, bisognava decidere come continuare e da dove.
Bene, penso che potremmo iniziare dal sud più a sud dell'Italia e risalire poi con calma fino alle Alpi. Per quanto riguarda invece il come, credo che sarebbe curioso non buttarci interamente nelle disquisizioni molto tecniche dei vini e dei vigneti ma assaporare tutto ciò che sta prima e dopo un vino, la sua storia, la sua etichetta, aneddoti e quanto di più caratteristico e inedito possa esserci dietro una semplice bottiglia
Il nome del vino dal quale si vuole partire è il, Sedàra, che incuriosisce non solo per il suo contenuto ma anche per la sua etichetta.
Nasce nel sud e a sud della Sicilia, da una terra tenace e generosa che si nutre di sole e di vento.
Cosa ha spinto l'azienda ad adottare una denominazione così particolare? Un libro, ma non uno qualunque: chi ha letto "Il Gattopardo" ricorderà che l'autore ambienta una parte del suo romanzo più famoso in un possedimento del principe di Salina, un agro nel cuore del Belice dal nome Donnafugata.
Nell'immaginario collettivo il personaggio di Tancredi gattopardiano è associato a un giovane Alain Delon. Nel libro è il giovane nipote del protagonista, Don Fabrizio Salina. Lucido e spregiudicato, si unisce alle fila garibaldine, con un disegno politico ben preciso, infatti: "Se non ci siamo anche noi, quelli ti combinano la repubblica. Se vogliamo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi". Al giovane si aprono così le porte per una brillante carriera prima militare e poi politica nel nuovo regno unitario. La sua scaltrezza lo spinge anche a sposare Angelica Sedàra, bellissima figlia di un borghese arricchito, per sancire l'alleanza di interessi con le nuove classi in ascesa. L'aristocratico riesce a chiudere un occhio sulla mancanza di nobili origini della futura sposa, capendo che il nuovo regno si baserà anche sulla ricchezza della nuova classe emergente.
Scelto il marchio, restava da decidere un altro aspetto importante per personalizzare il vino. Tomasi di Lampedusa colloca alcune vicende del suo romanzo nel Palazzo di Santa Margherita, nei possedimenti di Donnafugata. Qui si era rifugiata la regina asburgica Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone, fuggita dalla corte di Napoli in seguito all'arrivo delle truppe napoleoniche di Murat".
Questa vicenda ha ispirato l'effige della testa di donna con i capelli al vento che si trova sulle bottiglie della Donnafugata.
Altro particolare curioso di questo vitigno e di quest'uva è che viene vendemmiata di notte a causa delle forti escursioni termiche fra il giorno 35° e la notte 16°. C'è il rischio di far iniziare la fermentazione durante il tragitto se fatto di giorno, quindi è preferibile farlo di notte in modo da essere più vicini alla temperatura ottimale per la pressatura 10°.
Sarebbe l'ora di conoscerne il contenuto.


Viaggiatore Vito

LA SCHEDA

Nome: Sedàra
Tipologia: Rosso - Nero d'Avola Igt Sicilia
Gradazione alcolica: 13,5% vol.
Uve: Nero d'Avola 100%
Prezzo: 6,00/8,00 €
Descrizione: Il rosso rubino si completa con sfumature granato molto vive. L'impatto olfattivo
è intenso, volto su sensazioni di tabacco, spezie e note minerali. Bocca equilibrata, che riporta al palato la frutta rossa, precisamente la mora e la marasca.
Chiude con buona persistenza.
Abbinamenti: Da abbinare a primi piatti con sughi di carne, paste al forno elaborate e carni rosse.
Da provare su tonno appena scottato.
Come servirlo: In calici di media grandezza, può essere stappato al momento, ottimo a 16-18

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