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PRAGA
“La cultura è ciò che rende degna la vita di essere vissuta : la cucina è una delle forme di cultura” , una frase di Thomas Eliot .
Premettendo che personalmente intendo per cultura l'accezione cultura di vita , vi chiederete perché una tale citazione dovendo descrivere Praga , sarà che la cucina è una delle tante passioni che coltivo ma mi piaceva l’idea di raccontare una città attraverso i suoi piatti , in fondo rispecchiano il modo di vivere di un popolo.
Si potrebbe dire tanto sotto altri aspetti di questo capoluogo che seduce in modo particolare, che ti avvolge con la bellezza dei suoi palazzi, la magnificenza dei suoi monumenti , la sua storia raccontata attraverso i particolari del centro storico , le vie e provate ad immaginarle ancor di più in piena atmosfera natalizia con tanto di luminarie , ma ho voluto scegliere l’arte culinaria.
Così tra un cibo e l’altro ripercorreremo con una breve sintesi la prelibatezza della cucina ceca.
Un pasto che si rispetti inizia di solito con una minestra o zuppa ( polévka) , una scelta notevole , presentate tra l’altro in modo caratteristico dentro una pagnotta : è uno dei punti di forza della cucina ceca in varianti che prevedono brodo di pollo o di manzo con le rispettive carni miste a verdure. Un altro piatto forte l’arrosto di maiale accompagnato da crauti e gli immancabili knedlìckj presentati in numerose varianti che prevedono l’uso di farina, patate o semola, in genere serviti a fette .
I knedlicki sono simili ai canederli della cucina trentina.
Non mancano le salsicce di vario tipo e il pollo , spesso ad accompagnare la carne in alternativa c’è il riso.
E cosa dire del prosciutto cotto venduto anche in strada in diversi punti della città : solo l’odore ti fa venir l’acquolina in bocca.
Ad ogni modo c'è l'imbarazzo della scelta perchè sia il centro che la periferia sono disseminati di pub e ristoranti a cui vanno sommati gli innumerevoli chioschi sparsi per la città dove trovi veramente di tutto.
Una vera leccornia le palacinky , variante boema delle crepes francesi , farcite con cioccolato o marmellata; e cosa dire dello strudel di mele , uno dei miei dolci preferiti, non ne avevo mai mangiato uno così buono.
Il tutto accompagnato da enormi boccali di birra (pivo) di cui i cechi sono i maggiori consumatori del mondo, la famosa Pilsener , originaria di Pilsen , di colore chiaro a bassa fermentazione , moderatamente amara , di circa 5 gradi alcolici, con un aroma floreale.
Cosa dire tra cibo e birra sono rientrata con qualche chilo in più.
Alla prossima amici viaggiatori.
Viaggiatrice Rita