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Viaggiando per musei
Tra tanti viaggi ho visitato diversi musei , inizierò la descrizione partendo da quello che ho "sentito" più mio per continuare nel tempo questo piccolo resoconto con altri. Mi piace l'arte nelle sue diverse espressioni e percorrendone le strade mi sono accorta che si intersecano per elevare la parte più nobile di ciascun individuo.
MUSEO VAN GOGH
(Amsterdam)
Il silenzio ovattato e il bianco della neve , il fuoco del camino e l'ascolto di "Vincent", un pezzo di Vecchioni, mi riportano alla memoria la visita al museo Van Gogh.
Che commozione aggirarmi tra le sale mentre è allestita contemporaneamente la mostra di Gauguin: i miei due pittori preferiti.
Nel 1888 vissero e lavorarono insieme ad Arles, nella Francia meridionale, per nove settimane, Vincent aveva affittato quattro stanze in una casa di Place Lamartine, la cosiddetta Casa Gialla dove voleva costituire una comunità di artisti. Due modi di intendere la pittura quasi in contrapposizione: per Van Gogh l'arte era lo strumento per descrivere la realtà , ne è un classico esempio il quadro "I mangiatori di patate" , per Gaughin la fuga dalla realtà, per il primo le tele dovevano raccontare, per il secondo dovevano suggerire.
Van Gogh raffigurava spesso il presente, Gaughin si rifugiava nei ricordi : questa differenza è palese nell'osservare "Il vigneto verde" di Van Gogh e "La sofferenza dell'uomo " di Gaughin.
All'interno del museo , inaugurato nel 1973, un'esposizione con più di cento opere e quattro versioni dei celebri Girasoli di Van Gogh, due dipinti "Nudo con girasoli" e "Girasoli sopra una poltrona" di Gaughin.
Per entrambi i pittori una breve collaborazione che segnò in qualche modo un sodalizio avvicendato da tratti di rivalità e gelosia ma che ebbe una notevole importanza sia sul piano artistico che umano anche se costellato da tensioni , ma fondamentalmente dal loro diverso vissuto e dal diverso approccio alla vita, lo si nota anche dalle tele raffiguranti le famose sedie: "La sedia di Van Gogh", "La sedia di Gaugin", due tele entrambe datate 20 novembre 1888 , due sedie vuote a personificare i loro occupanti, Vincent "ritrasse" Paul con una natura morta nell'unica sedia elegante della Casa Gialla , raffigurò se stesso con una delle dodici sedie che aveva comprato per ricevere altri artisti. La sedia semplice rispetto alla poltroncina elegante rispecchia il rispetto che nutriva nei confronti dell'amico, ma ancor di più queste sedie testimoniano la differenza tra i due, sono come il giorno e la notte e forse per questo un rapporto destinato a spezzarsi (spesso in questa breve parentesi di convivenza il trait d'union è un giovane pittore Emile Bernard) come effettivamente avvenne: a seguito di un litigio Vincent si automutilò, Paul andò via da Arles, non si sarebbero mai più incontrati, Vincent si suicidò due anni dopo, l'amico morì in solitudine nelle isole Marchesi nel 1903.
Il girasole simboleggia in vari modi l'amicizia tra i due artisti, o meglio il lato positivo del loro rapporto, personalmente non so se li amati da sempre perché in qualche modo i girasoli rappresentano una metafora nella mia vita , e per certi versi entrambi gli artisti si fondono in me.

IL PRADO
(Madrid)
Il 19 novembre 1819 apre i battenti il "Museo Real de Pintura" la cui visita nei primi decenni è strettamente riservata , vi veniva ammesso chi possedeva un permesso speciale della corte essendo la collezione proprietà privata del sovrano.
Nasce nel 1868 come Prado (prato). Al suo interno sono custodite opere di Velàzquez, El Greco, Goya a cui si sommano altri artisti internazionali come Bruegel, opere di Tiziano e Raffaello, Bosch, Rubens.
Vi presenterò le tele che mi hanno più colpita.
Tra gli artisti spagnoli un grande Velàzquez nei seguenti dipinti:
- "Il trionfo di Bacco" :un gruppo di contadini che omaggiano il dio del vino, sul loro volto si legge il senso di profondo rispetto dell'autore verso tutti gli essere umani ;
-"La fucina di Vulcano" : Apollo entra nella fucina di Vulcano e rivela il tradimento della moglie Venere con Marte. E' uno dei pochi dipinti del pittore a carattere mitologico.
-"La resa di Breda": stranamente è come vedere un film , in quel quadro è raccontato così bene l'evento (la resa della piazzaforte olandese di Breda agli spagnoli) da diventarne quasi protagonista.
E per finire "Las meminas" : un capolavoro con effetti ottici particolarissimi, è rappresentata l'Infanta Margherita con le due damigelle d'onore (las meminas) e tutto il suo seguito, la luminosità dei suoi capelli la fa sembrare vera, mentre nello specchio appeso alla parete di fronte si riflettono le figure del re Filippo IV e di sua moglie Marianna d'Austria, come se si trovassero nello stesso luogo di chi sta osservando il quadro.
Passiamo a Goya con "La maja desnuda" e "La maja vestida" : tra le due preferisco la seconda.
Un dipinto che mi è piaciuto molto è "Autoritratto": Goya si ritrasse in questa tela a 69 anni , ha un'espressione amara e disillusa , sembra quasi essere una confessione personale, i suoi occhi mi fissano quasi a voler una risposta.
Infine due tele sulla ferocia della guerra : " Il 2 maggio 1808" e "Il 3 maggio 1808", raccontano dell'insurrezione di Madrid contro le truppe di Napoleone, non ci sono eroi ma solo la follia della violenza che contrae le espressioni dei volti di chi è coinvolto nello scontro.
Tra gli artisti stranieri un plauso al "Il giardino delle delizie " di Bosch , un trittico nella cui parte centrale il tema dominante è la lussuria e a Bruegel con il dipinto "Il vecchio": in un villaggio devastato popolato da scheletri cavalca al centro la figura della Morte che falcia indistintamente tutti.
Per finire vorrei ritornare al museo Van Gogh, dove sono custoditi altri dipinti di Monet e Cézanne e comunque artisti del periodo 1840-1920, ma desidero chiudere con alcune strofe del brano musicale che stavo ascoltando e che mi ha permesso di far rivivere i miei prediletti:
Dolce amico,
fragile compagno mio
che hai tentato sotto le tue dita
di fermarla, la vita:
come una donna amata alla follia
la vita andava via:
e più la rincorrevi
e più la dipingevi a colpi rossi
per tenerla stretta
gialli come dire "Aspetta!",
fino a che i colori
non bastaron più...
e avrei voluto dirti, Vincent,
questo mondo non meritava
un uomo bello come te!
Guarderò le stelle,
la tua, la mia metà del mondo
che sono le due scelte in fondo:
o andare via o rimanere via.
Dolce amico mio,
fragile compagno mio,
io, in questo mare,
non mi perdo mai;
ma in ogni mare sai
"tous le bateaux
vont à l'hazard pour rien".
Addio, da Paul Gauguin.
Viaggiatrice Rita
