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IL MUSEO EGIZIO DI TORINO
Ritornare nelle sale del Museo Egizio a distanza di tanti anni dalle prime visite risalenti al secolo scorso é stato emozionante e mi auguro che queste mie poche righe inducano tutti voi a visitare questo frammento di antica civiltà umana.
Pur ripromettendomi da tempo il ritorno in queste sale, questa visita é stata sollecitata dalle curiosità di Gabriele il quale da tempo parla di Egitto e Piramidi come di una meta di viaggio.
Ed allora, sollecitato da Marica, il viaggio é iniziato con il preambolo costituito dal Museo Egizio, con la speranza di proseguirlo nella terra d'origine di questa grande civiltà.
La nuova disposizione dei reperti al piano terra e a quello interrato, unitamente all'accattivante e scenografica illuminazione, rende il ritorno al passato molto coinvolgente.
La visione di tutti i reperti é davvero eccezionale a partire dal reperto umano esposto nella prima sala, seguìto da un imprevedibile ed emozionante crescendo di monili, arnesi, utensili, papiri, statue di varia misura, sarcofagi, elementi architettonici (tra i quali spicca per importanza e preziosità il Tempio di Ellesija) fino alle mirabili ricostruzioni degli insediamenti dislocati lungo il Nilo, che accompagnano il visitatore al piano interrato.
L'ingresso nella sala-galleria é davvero mozzafiato: lo Statuario é costituito da numerosissime statue di faraoni (Thutmosi III, Amenofi II, Tutankhamon, Horemheb, Ramesse II, Sethi II) e divinità (Ptah, Amon, Hator, Sekhmet) immerse in un allestimento luminoso, sapientemente e scenograficamente realizzato da Dante Ferretti (già vincitore dell'Oscar per le scenografie di Aviator) sì da restituire, sia pure in un contesto museale e nei limiti dei ristretti spazi a disposizione, a tutte le statue l'imponenza e l'autorità originali.
Il ritorno dagli inferi ci riporta nelle note sale-gallerie del primo piano, ora più agevolmente visitabili, sempre ricche di importatissimi reperti tra i quali spiccano per importanza alcune mummie conservate in modo stupefacente, staele ossia tavolette di contenuto vario, sarcofagi (rettangolari, antropomorfi o mummiformi), papiri e statuette funerarie, la tomba di ignoti (risalente all'Antico Regno ossia al periodo delle piramidi), l'eccezionale tomba dell'architetto di corte Kha e di sua moglie Merit per giungere, infine, al periodo monarchico di lingua greca (dopo la conquista di Alessandro il Grande) e a quello della dominazione romana, che attestano sia la trasformazione dell'antica civiltà egizia sia la contaminazione delle civiltà moderne (prima greca e poi anche quella romana) con elementi culturali egizi.
Segnalo che recentemente sono stati ritrovati, tra gli innumerevoli reperti non esposti custoditi nei sotterranei del Museo, molti frammenti mancanti del famoso e importatissimo Papiro Regale o Canone Reale di Torino (esposto al piano terra) contenente la sequenza dei vari regni faraonici.
La scoperta é fondamentale perché, ad un primo esame, sembrerebbe stravolgere la precedente lettura del Papiro e in tal caso gli esperti dovranno dare una nuova sistemazione ai diversi frammenti con conseguente nuova interpretazione dell'intero documento.
In attesa di conoscere la nuova (e speriamo definitiva) lettura del Papiro Regale, mi commiato da tutti i viaggiatori sollecitandoli a visitare questo straordinario luogo di memoria e conoscenza.
Viaggiatore Saverio