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CENA INTERNAZIONALE
UN PIATTO, UN VINO, UN PAESE, UNA STORIA . . . LA VITA!
Siete mai stati a bordo di una di quelle navi da crociera o in quei villaggi club di uno dei tanti posti esotici in giro per il mondo turistico e, quando cala la sera, si organizzano le "cene internazionali"? Bene, ognuno conserva un proprio personalissimo ricordo sugli improbabili piatti serviti o sulle più azzardate specialità di angoli sperduti della nostra terra.
Per una sera, girando solo l'angolo di casa nostra, vogliamo fare in modo che il miracolo di un sogno si avveri e sabato 21 febbraio recatevi presso la ridente cittadina di Avigliana inerpicatevi verso la collina di Monte Cuneo, chiudete per un attimo gli occhi, assaporate la pace del luogo, pensate di essere nel luogo più esotico che avete visitato o in quello che vorreste essere ma che è riposto nel più profondo dei desideri, riaprite gli occhi e . . . vi troverete immersi in un'avventura!
Una tavola imbandita con piatti di 14 paesi, paesi protesi alla difesa delle proprie radici e delle radici di altre genti. E' la ricetta e principio basilare per la costruzione di un mondo di pace, un mondo dove "i diversi" non devono essere tacciati ad ogni costo come malvagi. Ognuno di noi è migrante e per svariate ragioni!
Il cibo, quindi, può anche rappresentare un insieme di cose oltre al piacere dello stare insieme, è un modo per conoscersi, raccontarsi, manifestare gli odori e i sapori custoditi nella nostra personale scatola dei ricordi che, a volte, affiorano per magia e che rappresentano parte di noi stessi.
La strada che vi indichiamo è quella di affiancare al cibo un autore, una storia, un oggetto e attraverso questi rievocare momenti vissuti o desiderati.
Ogni tanto, è essenziale aprire la propria "scatola" agli altri e continuare a metterci qualcosa di bello che possa farci viaggiare nel mondo, nella nostra tanto offesa ma tanto amata terra!
Di serate e di piacevoli incontri Monte Cuneo ne ha visti parecchi ma, possiamo dire che l'attesa, la preparazione, la cornice, la sceneggiatura preparata per questa occasione è stata a dir poco magnifica.
Come sempre, i primi ad arrivare sono i "musici" quindi iniziano i chek-saund snervanti ma festosi ed allegri con qualche plausibile apprensione alla conduzione della serata.
Iniziano ad arrivare gli amici che hanno voluto vivere e partecipare attivamente e con il loro arrivo si comincia ad animare il tavolo inizialmente vuoto sul quale si appoggiano teiere, padelle, capienti contenitori tutti prudentemente celati da tovaglie, scottex e pellicole e quando finalmente arriva l'ultimo ospite, via i veli e, come nella notte di pasqua, si rivelano i piatti dai colori, dagli odori e dai sapori più impensabili.
La finalità della serata viene spiegata da Rita, grande anfitrione e fantastica organizzatrice ospitante, la cucina con i piatti tipici dei tanti posti della nostra amata terra, i vini bevanda della gioia e della festa considerato il simbolo di tutti i doni provenienti da Dio, bevanda della vita che sa dare consolazione e curare le sofferenze dell'uomo ed infine un tocco di cultura con la lettura di una canzone o poesia o scritto del paese riferito al piatto preparato.
Per una sera Monte Cuneo ha vestito i colori dell'arcobaleno e attraverso l'incontro, la cucina etnica, il multiculturalismo, la convivenza pacifica ha sconfitto il consenso ottenuto da coloro che fondano il loro successo politico o sociale sul silenzio, sulla pigrizia e sull'apatia di coloro che rimangono inerti.
La pace, altro onnipresente tema della serata, è un cammino e non una meta da raggiungere. La pace è un'azione concreta che non si può delegare. Ognuno di noi è chiamato nel quotidiano ad un comportamento che contribuisca alla sua realizzazione. Ed è in questo che si è inserita la nostra iniziativa; partendo dal cibo.
Quale valore ha il cibo nella realizzazione della pace? Il cibo contiene in se una storia viva: si porta dentro la sapienza di chi ha lavorato la terra e ha seminato, la sua speranza di una stagione propizia, l'amore per il suo lavoro, il sudore e l'esperienza. Il cibo si porta con se gli odori del luogo dove è stato deposto e preparato, la sapienza di chi l'ha cucinato che sa di avere tra le mani una cosa preziosa che merita rispetto e cura.
Bisogna amministrarlo con sapienza e farne un uso razionale affinché possa bastare per tutti. Il cibo è una lenta costruzione fatta a più tappe e a più mani. Senza collaborazione non si può ottenere un risultato che sia a beneficio di tutti. Questo può essere pensato come una metafora della costruzione della pace. Infatti richiede fatica, esperienza e fiducia ma siamo certi che sia l'unica strada percorribile e un percorso che porta frutto.
Si sono spenti gli echi dell'ultima canzone cantata a chiusura della serata
"…grazie alla vita che mi ha dato tanto mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto. . ."
Ore 04,15 con l'ultimo amico che, chitarra in spalla, abbandona Monte Cuneo si è conclusa la serata dedicata alla Pace, alla cucina dei popoli della terra, alla cultura delle genti del nostro pianeta ed ai vini con tutti i colori dell'arcobaleno che facevano il paio con la bandiera che svettava sui tanti piatti della cucina mondiale.
Alla prossima amici viaggiatori e non con una nuova esperienza ed una nuova iniziativa di fratellanza!
I viaggiatori
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LA SERATA